12 febbraio 2017

Caro Mr. Drape,

ho il prato negli occhi. Un verde luminoso di pagliuzze che i passeri scendono a becchettare. Mi mangiano, meine Liebe. Come mi mangia il silenzio in certi giorni di piana radura. Il silenzio è un deserto se le lacrime restano al sicuro. Ne ho contate undici stamattina. E avrei voluto essere terra, terra e rugiada.

In qualche punto, qui
Prisca.




10 febbraio 2017

Tu muori non intero
se la parola sgorga
a fiotti dal mio seno
acerbo d'uva fra
gola la tua bocca
aprimi
non vedi?
Inverna il mosto d'oro
se trema è nell'incanto.

*

Dimmelo ancora
il bianco
neve guancia rivolta
la zolla al passaggio
era un sogno
mia terra
e la voce, tu
impastavi di gigli.




19 novembre 2016


Al numero 56 del giorno le ore, messe in fila, abbandonano il tempo e seguono un preciso schema d'azione. Non c'è regola per il sonno, né alimentazione. Quel che è stato insegnato al bambino è disfatto: la buona gestione del corpo e della mente: come funziona, come si fa. Il metodo è sostituito dal bisogno. Per quanto il bisogno sia sopperito, il bisogno resta senza risposta.

Noi siamo avvinti ai minuti. La linea
temporale: una sottile curva che tende
all'origine ostinata nell'impresa.
Gravitiamo
col nostro peso sul
le cose necessarie:
respirare.

Al numero 56 del giorno il fuori non è più esterno. Le pareti della casa sono strade alberate. Le percorriamo attraversando tunnel di corridoi e ponti che s'aprono su ruscelli di pioggia. Il fuori, ora, è anche il sé, discosto dal presente. La distanza, tra ciò che accade e ciò che è, si allunga e crea un luogo dove 
non c'è uso, né un io, né un tu. Un luogo dove 

esistiamo della possibile esistenza.





25 ottobre 2016

Adesso sono la bambina dietro la vetrata delle mezzelune
immobile con le mani colme di schegge la vita / ora
un viso sparuto di bambina / sulla linea della luna mezza-
esistenza in una collocazione di luogo-mondo.

Bernhard dice che bisogna avere almeno la volontà di fallire
almeno, se vogliamo continuare e non fermarci
i propositi falliti sono il motore-bambina-davanti-la-vetrata
avere coraggio nello svelare e ri-velare la fioritura di rosso.

*
ti scrivo
con la guancia rivolta alla donna persiana.



29 settembre 2016

Mi genera una polvere leggera
sugli acini, d'oro il tramonto
stasera, alle ginocchia gioca
questo sguardo
tuo. Io
ora amerò, come isola
curva
la settima costa a salire
le ossa. E stringo
taciuto-ragazzo, l'argento
(qui dovrei cadere
in uno spazio che misura,
tolto, o torto, o tronco, alla lingua non
già caduta) il
tuo drago d'inverno, il tuo
occhio riflesso nel
mio occhio ho portato
le mani sul seno.