5 febbraio 2012

Il giardino bianco è dentro ogni uomo. Racconta il silenzio dei giorni scordati, di una memoria che non ha colpe, poiché è il feltro delle ore a renderne aspro il timbro. 
Chi divora il tempo muore d'oblio. Il giardino bianco lo osserva da lontano restando un luogo mai esplorato. Lo sa bene quella ragazza. Mettendo un passo dietro l'altro: la mano come il piede cammina, la penna come una scarpa la porta. 
La porta. Il giardino bianco non conosce un modo per dirsi, eppure accoglie chi varca i suoi limiti, superando la congettura in cui si domano i pensieri. 
La ragazza sfida le righe. Non si cura dell'educazione, non le interessa la divisa della buona creanza, e soprattutto,,


Il cancello in ferro battuto è all'inizio del vialetto, 
al di là di un'ipotesi della storia. 


31 commenti:

  1. Enigmatica, ci sono stato sopra un po' di tempo piacevolmente perché lo stile invita a provare a scioglirla. Ha davvero un bel taglio la tua scrittura.

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    1. Si potrebbe pensare di cambiarle acconciatura, una bella coda, o meglio le trecce... anche se, sciolte, le parole avrebbero comunque il loro dire.
      Grazie Giulio, e bentrovato.

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    2. L'importante è che la variabile sia l'acconciatura e non la ragazza elegantissima, altrimenti potrebbero non trovare il loro dire. Complimenti apepam.

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    3. Trovano il loro dire quando riconoscono la bocca.
      :-)

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  2. Personalmente mi sembra una buona idea per scavalcare l'indigestione del tempo senza perder di vista i capisaldi che ne determinano il perpetuo scandire. Compressione, spasmo, rilascio, lenizione sparsa e riconfinamento. Per secoli ...

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    1. E' la fretta, la frenesia del giorno, che ci preclude la bellezza del bianco ove tutto si può iniziare perché nulla è scritto...

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  3. accogliere. senza un modo per dirsi.
    :*

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    1. poiché quel dirsi è già darsi...
      :-)

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  4. la tua è scrittura che si presta a metamomorfosi timbriche di alta poesia...
    r.m.

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    1. E' bello ritrovarti... sempre le tue parole arrivano gentili.

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  5. I mille significati dettati dall'anima. Ciao ape bella

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    1. Ascoltarli è già un buon sentire.
      :-)kiss

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  6. La ragazza è stanca,a volte...
    Ma ti legge e l'animo si ritempra..
    E i il cuore porta..altrove...lontano..

    S.

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    1. Fallo volare, allora... come un aquilone.
      Il vento lo stanca, eppure il cielo lo tiene e lo guarda danzare.
      *

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  7. Ma di cosa state parlando?!
    Del FELTRO, del PELTRO, del VELTRO o del VELCRO...???
    O di nulla???
    O di Nonno Gelo e di sua nipote, la Ragazza di Neve, Sneguročka...?
    In tal caso...:
    http://www.youtube.com/watch?v=Y6Su0wPZlP4&feature=related

    g

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    1. Che bella la scena finale degli alberi...
      Il feltro delle ore è come un martelletto. Non sempre scordare è sinonimo di dimenticanza, ma questo bisognerebbe chiederlo ad un accordatore.

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    2. "Ded Moroz - Morozko" ... devo ancora vederlo per intero, e in russo!
      Bello perché gli effetti "speciali" sono ancora artigianali (1964), come in Méliès (1902) ...
      Ma la tua canzone di sottofondo in che lingua è? Russo?
      Nonno Gelo e sua nipote, Sneguročka, li ho conosciuti mercoledì scorso, quando ho rischiato di morire congelato nel freddo che si stava impossessando di Firenze...
      Devo anche rivedere "Léon", per RI(AC)CORDARMI...

      g

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    3. Nonno Gelo è un pò inquietante...
      La canzone è Col Vert di Bielka Nemirovski, ma non so in che lingua sia. Non conosco il russo :-)

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    4. Grazie che hai sempre una parola per tutto!
      Sì, oggi l'ho visto tutto, il film: è inquietante perché è artigianale...mica come gli "horror" di oggi!!!
      La canzone, confermo, è in RUSSO!!!
      g

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  8. Mi lascio avvolgere dal bianco della neve. Protetta dalla consapevolezza che chiunque può entrare in quel giardino, ma pochi e rari esseri possono viverlo davvero.

    Buongiorno, dolce Pam
    :*

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    1. I limiti del giardino sono i nostri limiti, piccola Black, per questo solo superandoli vi si potrà accedere.
      Ti abbraccio*

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  9. se chiudo gli occhi la vedo... la ragazza, il cancello e la neve...
    è un andare sulle vie dell'anima.

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    1. un viale candido, se lo si percorre senza timore.
      La neve si è sciolta ora, ma resta il bianco su cui scrivere.

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  10. ..amo il silenzio che ne deriva, amo il "vuoto" che credi costruendo una dopo l'altra sillabe bianche... che acquistano sostanza...

    ti abbraccio stretta..
    m.

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    1. è un silenzio buono... in realtà sono i silenzi che spaventano.
      Un bacio Moni*

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  11. ciao topolino...che atmosfera riesci sempre a creare qui da te...
    ti abbraccio!
    Chapù

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    1. ...sono totalmente immersa in un surreale non so che.
      squit! :-)

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  12. Mi dà l'idea di essere lei a chiudersi dentro il giardino, proteggendosi con le spine per non far entrare nessuno...

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    1. Eppure, guardando attentamente, si fiorisce...
      http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/395669_337347729621825_100000398012288_1060394_1674543548_n.jpg

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  13. Magari tutto quel bianco però può abbacinare

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