25 aprile 2012


Essere a Roma e trovarsi a Mosca, la piazza Rossa. Camminare fra le vie traverse e la voce di Kandinskij, poi fermarsi... una chiacchiera con le amazzoni dell'avanguardia russa e ancora avanti, verso Kuprin. L'Ara Pacis è uno stargate.
Il sole, che sfugge all'inverno aggrappato alle nostre schiene, si prende tutta la passeggiata di via Ripetta in ostaggio. Il suono fresco della fontana, le voci dei ragazzi di una scuola in gita, qualche straniero. Poi un negozio di libri, senza insegna, che ti sembra uscito da un sogno mai avveratosi (qui qui quiiii, non staccate il naso dalla vetrina! E' a via Tomacelli 136. Shhhh). 
Se siete fortunati vi perderete nei vicoli meno popolari, quelli che hanno nome solo per chi li conosce veramente o per chi se ne innamorò almeno una volta. Ruberete al tempo quelle ore che sempre mettete da parte in attesa di un momento buono.
Roma è una scatola di legno riposta in soffitta. Quando meno te l'aspetti sei lì, come un carillon, a danzar la sua musica.






























Vasilij Kandinskij, Mosca. La Piazza Rossa. 1916.

18 aprile 2012

Se dovessi leggere oggi quel che è stato di me: chiudo gli occhi e volto la testa. Imparo la protezione del buio, dell'ignoto. Imparo il bene. Quel bene tanto professato e così poco agito. Quello che funziona — ormai l'han brevettato —  se ti fermi un attimo prima della verità, un attimo prima del cuore. 
La fragilità della donna forte è di una tenerezza che non si racconta, si accoglie. Io non sono forte! ...ma questa è solo la mia voce. 
Mi accolgo, oggi. Oggi che non mi piaccio più. Oggi che non mi piace nulla di quello che vedo e ho l'ardire di pensarmi, la spudoratezza di alzare la voce, e di urlare le mie delusioni. Dando valore alle parole per quello che sono. Parole. 
La vita è tutt'altra cosa. Non ho mai avuto fede, ma in qualcosa credevo. 
Se proprio devo dirla tutta... io penso di meritare molto di più.


Di quelle mattine che 
la luce è spazio tra le nuvole, 
e gli alberi 
stendono al sole i primi frutti. 
Il bucato di un ramo 
nella grazia del fiore.

10 aprile 2012

Sono scomparsa in un giorno imprecisato di fine autunno. Il freddo si era preso tutte le ossa della storia, solo i muscoli tentavano ancora, con coraggio, di scaldare il movimento. Se solo fossi stata più saggia. Se solo fossi meno sprovveduta. 
Mi sono cancellata a novembre. Lo ricordo come fosse oggi quell'ora. Esattamente come ricordo la prima volta che sono andata via. 
Io non riesco a dimenticare. Si perdono i fatti, ma sempre resta quello che sento, in un convulso verbo coniugato al presente. I minuti che si trasformano, le ore che si rincorrono, i giorni che aggrediscono, gli anni che.
Sono quella che non fa testo. Dopo di me: il nulla. Prima di me: solo un'idea a malapena abbozzata. Nel mentre inesisto.
Un raggio di sole attraversa la finestra dividendo la mia ombra — topografia di una donna. 


Ho queste mani vuote 
 di gracile poesia piene.
A volte un sorriso 
è lo specchio del silenzio:
l'arte di amare.






1 aprile 2012

Poi succede che mandi un pezzo ad un concorso. Così, per vedere che effetto fa spedire le tue parole a qualcuno. Gli autori dei primi sei scritti selezionati interpreteranno i personaggi del nuovo libro di Isabella Santacroce, Amorino. 
Il libro lo stai leggendo, e ti piace quella poesia che rende le pagine così vive. 
E allora ti butti. Lo fai.
Poi succede che più passano i giorni, più la contraddizione che tieni stretta nel fondo ti nasconde il viso. Le mani tentano di cancellare i sensi, quasi fossero loro le custodi e tu figlia tenera e sprovveduta. Ma le parole sono lì. E le vedi camminare, da sole, mentre sono altri occhi a dar loro luce. 
Poi succede che quel pezzo si classifica al primo posto. La voce si fa trasparente, lasciando al posto del suono emozioni di bianco e nero. Sarò Albertina, una delle gemelle Stevenson, alla presentazione del libro Amorino, di Isabella Santacroce. 
Mi travolge il pensiero di far parte — con altre cinque persone e l'autrice stessa — di uno spettacolo teatrale che sta prendendo forma portando questo tempo indietro nel tempo. E' il 1911, a Minster Lovell. 


Poi, succede questo:
La presentazione di "Amorino" sarà a Roma, 
nella libreria MELBookstore, 
il giorno Mercoledì 4 Aprile alle 18,30.


Performance di Isabella Santacroce
accompagnata da: 
Arpa. Tiziana Liperoti
Dj Set. Madame Suxine Stereo
Danzatrici. Gloria Dorliguzzo e Simona Pettinari
Presenta. Federica Prado
Con letture del Coro Amorino. 
Abiti. Leopardessa: Jessica Harris e Mariaelena Masetti Zannini.