25 aprile 2012


Essere a Roma e trovarsi a Mosca, la piazza Rossa. Camminare fra le vie traverse e la voce di Kandinskij, poi fermarsi... una chiacchiera con le amazzoni dell'avanguardia russa e ancora avanti, verso Kuprin. L'Ara Pacis è uno stargate.
Il sole, che sfugge all'inverno aggrappato alle nostre schiene, si prende tutta la passeggiata di via Ripetta in ostaggio. Il suono fresco della fontana, le voci dei ragazzi di una scuola in gita, qualche straniero. Poi un negozio di libri, senza insegna, che ti sembra uscito da un sogno mai avveratosi (qui qui quiiii, non staccate il naso dalla vetrina! E' a via Tomacelli 136. Shhhh). 
Se siete fortunati vi perderete nei vicoli meno popolari, quelli che hanno nome solo per chi li conosce veramente o per chi se ne innamorò almeno una volta. Ruberete al tempo quelle ore che sempre mettete da parte in attesa di un momento buono.
Roma è una scatola di legno riposta in soffitta. Quando meno te l'aspetti sei lì, come un carillon, a danzar la sua musica.






























Vasilij Kandinskij, Mosca. La Piazza Rossa. 1916.

15 commenti:

  1. e poi. io volevo ringraziarvi...
    per quello che mi scrivete qui, via mail, e su facebook.
    Perché tutte le volte che ho avuto bisogno, voi
    in un modo o nell'altro
    mi avete parlato.
    Grazie
    di cuore.

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    1. ma tu quando ci vieni a Roma?!?! ;)

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  3. che dolce^_^
    e Kandiskij è azzeccatissimo!

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    1. non so quanto sono stata di fronte a quel quadro... a bocca aperta come un pescetto rosso! :))
      ciao cara***

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  4. VIVA: tu sei distesa fra i molteplici riflessi di questa parola.
    Bastian :-)

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    1. rotolando, come quei giochi che si facevano da bimbi sulle collinette verdi di prati estivi.
      :-)

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  5. ..si, "questa" è roma....


    salutame tutto er bello che cc'è. che ar brutto ce pensano ggià l'artri...
    greamer

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    1. pensavo... chissà come è andare ad una mostra con greamette...
      :))
      kizz**

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    2. pensavo...chissà come sarebbe una mia mostra con un'amica apetta che libera le sue parole al pubblico e le fa volare nella sala tra le mie opere.....
      chissà....
      au-revoir chérie..
      greamette

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  6. Conosco molto bene quei vicoli. Ogni volta che li percorro mi pulsano dentro, come fossero le mie vene.
    "La calles de Buenos Aire ya son mi entrana"
    "Le strade di Buenos Aires sono rmai le mie viscere" dice Borges.
    :-)
    Ciao. Felice di averti scoperto.

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  7. Ci si perde
    in un dedalo di battiti...
    Bentrovato qui*

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  8. Ciao apetta curiosa :)
    se non fossi rinchiusa nella torre e il mio destino non fosse stato vittima di un sortilegio che mi vede prigioniera, forse potrei dare un'immagine concreta alla precisa descrizione che fai di quelle vie e Roma... Roma, quando si dice che tutte le strade portano a: Roma!
    Quant'è falso cara apina!
    ... quant'è triste l'anima di chi può solo guardare lo stesso quadro per un infinito tempo in uno spazio tanto limitato e quanto mi regala l'arte... la scrittura!
    Ma non riescono a colmare quel desiderio che mai potrò esaudire che per tanti è così banale e a portata di mano: viaggiare!
    E' così che m'illudo che basta poco, un click di mouse per entrare in altri mondi così diversi dal mio, come questo: il tuo!
    Buona giornata apepam!
    ;)

    confusamente nella mia follia sono anche:
    http://lacasadimicol.blogspot.it/
    http://tatuaggimonocromatici.blogspot.it/

    ciao!

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  9. Cara Micol, eppure viaggi! E lo fai con così tanta cura... quella cura che di questi tempi appartiene davvero a poche persone.
    Un abbraccio grande*
    (ti verrò a trovare)

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