18 aprile 2012

Se dovessi leggere oggi quel che è stato di me: chiudo gli occhi e volto la testa. Imparo la protezione del buio, dell'ignoto. Imparo il bene. Quel bene tanto professato e così poco agito. Quello che funziona — ormai l'han brevettato —  se ti fermi un attimo prima della verità, un attimo prima del cuore. 
La fragilità della donna forte è di una tenerezza che non si racconta, si accoglie. Io non sono forte! ...ma questa è solo la mia voce. 
Mi accolgo, oggi. Oggi che non mi piaccio più. Oggi che non mi piace nulla di quello che vedo e ho l'ardire di pensarmi, la spudoratezza di alzare la voce, e di urlare le mie delusioni. Dando valore alle parole per quello che sono. Parole. 
La vita è tutt'altra cosa. Non ho mai avuto fede, ma in qualcosa credevo. 
Se proprio devo dirla tutta... io penso di meritare molto di più.


Di quelle mattine che 
la luce è spazio tra le nuvole, 
e gli alberi 
stendono al sole i primi frutti. 
Il bucato di un ramo 
nella grazia del fiore.