26 giugno 2012


I giorni che non si raccontano sono quelli scritti con la matita bianca sul foglio bianco della stagione. Rapiscimi giugno! Lasciami fuori da questo luglio, cancellami da un maggio che non riconosco. 
L'aria limpida, il profumo della mattina e un silenzio che non ferisce... Regalami un pò del tuo respiro, giugno! Non c'è nessuno nell'unica stanza che abito. Come fosse questo luogo un cuore che solo sa come custodirsi. 

I giorni che vengono dopo sono quelli che chiedono aiuto, che hanno bisogno di voci azzurrine, che aspettano una ragazza che nasconde gli occhi. 
Ho imparato a curare le rose, cerco di stare alla luce, osservo i visi leggeri di estranei che attraversano la strada incuranti del pericolo. Io rischio sempre. 
Portami via, giugno. Come stanno facendo le pagine di questo libro che ora ha scavalcato la notte per non lasciarmi sola il giorno.



Faceva caldo quella mattina.
Uno spazio invadeva le mani
lasciandole vuote. 
Perché non mi abbracci? 






6 commenti:

  1. ..portami via giugno, scrivi..
    di fiori, di visi e di acque limpide...

    il bisogno di fresco mi rende ostile la meraviglia delle giornate lunghe, mi dico passerà ma me ne dispiaccio... perchè amo le giornate più lunghe....

    ti abbraccio forte..
    m.

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    1. bionda, hai chiuso ai forestieri! Te lo dico qui: si potrebbero far castelli anziché buche?
      :-)

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  2. Giugno è quel rosso che ti riempie il cuore verso le otto di sera, mentre cammini piano sulla strada di casa e sorridi come fosse il tuo primo giorno da essere umano.

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  3. Se guardi bene, in controluce, si riesce a vedere anche ciò che è scritto a matita bianca su foglio bianco...

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