31 luglio 2012


Mia cara Pepita.
Ti scrivo dalla corriera che ho preso domenica.
Il viaggio è lungo, ma non potevo desiderare altro ora che la necessità mi appare come una realizzazione piuttosto che un dovere da compiere.
Mi spiace non averti salutata, non ho mai amato le lacrime, lo sai. Ma ti scriverò ancora. Il 1923 è un anno che difficilmente si scorda, e tutto quello che è stato dopo, adesso, è parte di te.
Ti abbraccio con questa cartolina, senza francobollo.
Ps. non credere che non ti abbia vista su quella banchina, il giorno dopo.



12 commenti:

  1. Anche gli anni dopo non sono stati da meno...

    Dove hai trovato la "notte stellata" che si muove???

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    1. su tumblr, ogni tanto mi imbatto! :-)
      Ciao Baol

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  2. E' la notte di una brutta giornata per me, e torno fra i blog dopo tanto tempo in cui ne sono stato lontano. Capito qui, per caso, e leggerò le tue parole. E' la musica che ascolto a trattenermi. Grazie per un po' di conforto indiretto :)
    abbraccio

    I.

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    1. Quando vuoi, Indaco. Una carezza inaspettata fa sempre capolino tra parole e musica...
      Un abbraccio

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  3. Lascia un senso di dolce malinconia...
    ciao Apina ^_^

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  4. Sai conbinare immagini suoni e parole con incantevole armonia, Apepam. Parole semplici che tingono dettagli di atmosfere e mondi complessi, lontani, in cui i rapporti sono veri attraverso lo sguardo della protagonista alla vita. Chi scrive dalla corriera che ha preso domanica viaggia nel tempo e compioe magie di scrittura. Ciao

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    1. Vero è ciò che ci fiorisce dalle mani, gli occhi raccolgono.
      Grazie Odino...

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  5. Certi saluti durano una vita, forse perchè non ci si saluta mai veramente. Un bacio apetta

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    1. Ed io voglio crederci, tanto.
      Un abbraccio Maraptica

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  6. L'estate è finita, ed io potevo fare meglio.
    Ma anche no, e poi già lo sapevo. Ciao Ape! ben ri-trovata :-)

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    1. NoRupies, c'è sempre l'inverno ad attenderci :-)

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