19 settembre 2012


Questo è il valzer della paura. Balla con me. Indossa il suo vestito e ballami. Balla me. Apri le braccia ora, piove forte. Ora, sui vetri della finestra racconta la tua bellezza. Urla, il silenzio è più forte dei tuoni. 

Ricordarsi di smetterla. Qualunque cosa, smetterla. La sottrazione come fonte, strada, per tornare all'origine. Demolire. De-costruire. De-finire. Me.

Questa è la danza del terrore. Se ci pensi, se ti fermi. Se ti volti. Quando. No! Shhhh...Tutto passa. Tutto si muove. Anasfàlià. Il fascino delle parole. Anasfàlià. Pronunciando piano, rotolando sulle lettere, la bocca è il drappeggio della gonna sulle gambe di una ballerina. 

Ricordarsi Sylvia. E poi smentirsi. Disattendere. Strapparsi i gesti dalla testa e ordinarli. L'origine è al centro della storia. Ricordarsi il punto esatto da dove vengo, e prima. Quando c'ero io.




6 settembre 2012


Bisogna scrivere, si deve.
Lasciarsi andare alle dita
sulla tastiera — allegro vivace presto
prestissimo!
Bisogna scrivere, si.
Ho le mani legate
di note. Sono vuota,
e trabocco.

La casa sulla scogliera lontana,
il vento forte, forte il vento.
E la terra rossa
mostra la radice che ti porti in petto.
Ti nuoto dentro e affogo, proteggimi! 
E' solo questo nulla, è solo che
questo nulla.
Se solo potesse dirmi. Di me.


Ho bevuto troppo e non trovo più il posacenere. 
Devo riprendere a studiare, invece 
leggo tutta la notte. 
Una confusione pulita
 la mia natura. Le appartengo 
e non ho bisogno di nulla, ma 
io sono nulla 
e tutto si confonde. Trabocco. 
Guarda 
gli ippocampi che belli...



Mi manca il mondo perché non ci ho mai messo piede.