22 luglio 2013

E' necessario dire di Virginia. Lei che ha il lupo nel nome, e ti racconta come sia possibile avere tante donne dietro la penna. Tante donne, di cui nulla si è mai saputo, perché è nella loro scrittura che esplode la loro vita. 
Quelle donne, che non potevano che volevano che osavano. 
E' necessario dire di Virginia perché ad un certo punto bisogna piegare la testa, accettare. Perché lei dice: "spesso", e quell'avverbio la fa saggia, nonostante le pietre nelle tasche, nonostante il fiume che l'aspetta.
Spesso i libri sono un calmante, ma non un antidoto. Spesso.
Così mi riconcilio con me stessa: dandomi tempo, aspettandomi.

La notte che la sigaretta brillava di blu sono stata felice. E' necessario dirlo perché è così che il sorriso diventa scia di un momento che corre, lasciando un sentiero bello, dove posso camminare ogni volta che voglio. La notte che la sigaretta brillava di blu mi parlavi della Trinacria, della storia e della tua storia. Palazzo Fici era un giardino dalle fonti di ambrosia, e noi avevamo gli occhi lucidi e i capelli di mare. E noi avevamo le mani colme perché eravamo senza avere, perché avevamo senza essere.

Chissà se ti sei vista quella notte... 
avevi i colori della tua terra e mi disegnavi piano.




2 luglio 2013

(qui c'è un titolo che non conosco)

Cara Симона, questa lettera come fosse la prima. 
La leggerai non sapendo dell'indirizzo che ti riguarda, ti toccherà gli occhi e saprai un po' di più di quel che già sei. Cara Симона. Sono gli anni che mi curvano nel tempo che siamo diventate. Ed oggi più che mai, questo momento più che mai, mi accorgo che nulla cambia quando è lo spazio a raccoglierci, e tenerci, ancora, come le ragazze che se ne stavano sulle scale fuori da aule irriconoscenti. 
Ho ricevuto la fotografia dei libri che hai comprato, e ti ho immaginata sull'aereo intenta a scegliere quale poteva essere il primo che avresti aperto. Ti ho immaginata in hotel, mentre mi brontolavi addosso di certe cose che proprio non si possono leggere. E poi, ancora, ho immaginato il tuo sguardo, e la voce di Sam che ti diceva: "non ci far caso, lasciala stare", con quel suo tono ironico che mi manca tanto. 
Lo vedi come corre veloce questo attimo? Eppure è tutto fermo.
Cara Симона, questa lettera come fosse la prima perché quando usavamo la penna avevamo appena quindici anni. I miei passi erano pesanti e coraggiosi, i tuoi erano ali. I miei giorni erano un costante epilogo, mentre i tuoi. 
Mentre i tuoi sono qui, ora. Le mani piene di nuove noi da imparare. Le rughe nascoste da diavolerie infernali... come parlano! Molto di più della voce. Deve esserci un segreto. Si, deve esserci. Un segreto per aggirare certi muri. 
L'arte dell'astrazione: quando poi mi distrai dall'altra me che forte e sconosciuta mi vive in pieno petto.
Lo senti? Come corre veloce questo attimo. Eppure, è tutto fermo.