2 luglio 2013

(qui c'è un titolo che non conosco)

Cara Симона, questa lettera come fosse la prima. 
La leggerai non sapendo dell'indirizzo che ti riguarda, ti toccherà gli occhi e saprai un po' di più di quel che già sei. Cara Симона. Sono gli anni che mi curvano nel tempo che siamo diventate. Ed oggi più che mai, questo momento più che mai, mi accorgo che nulla cambia quando è lo spazio a raccoglierci, e tenerci, ancora, come le ragazze che se ne stavano sulle scale fuori da aule irriconoscenti. 
Ho ricevuto la fotografia dei libri che hai comprato, e ti ho immaginata sull'aereo intenta a scegliere quale poteva essere il primo che avresti aperto. Ti ho immaginata in hotel, mentre mi brontolavi addosso di certe cose che proprio non si possono leggere. E poi, ancora, ho immaginato il tuo sguardo, e la voce di Sam che ti diceva: "non ci far caso, lasciala stare", con quel suo tono ironico che mi manca tanto. 
Lo vedi come corre veloce questo attimo? Eppure è tutto fermo.
Cara Симона, questa lettera come fosse la prima perché quando usavamo la penna avevamo appena quindici anni. I miei passi erano pesanti e coraggiosi, i tuoi erano ali. I miei giorni erano un costante epilogo, mentre i tuoi. 
Mentre i tuoi sono qui, ora. Le mani piene di nuove noi da imparare. Le rughe nascoste da diavolerie infernali... come parlano! Molto di più della voce. Deve esserci un segreto. Si, deve esserci. Un segreto per aggirare certi muri. 
L'arte dell'astrazione: quando poi mi distrai dall'altra me che forte e sconosciuta mi vive in pieno petto.
Lo senti? Come corre veloce questo attimo. Eppure, è tutto fermo. 




29 commenti:

  1. Come l’è tanto aggraziato, armonioso, genuino e sì 'cortese il tuo scrivere, emozioni, sensazioni che si trasformano in immagini. sono preziosi attimi di sospensione... in cui tutto può succedere.
    E' davvero bellissima, meravigliosa... Pam, questa tua lettera, parole e immagine formano una splendida empatia, si fondono, trasportando ed emozionando chi legge, grazie.

    un abbraccio

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    1. Grazie a te... che ti fermi sempre qui, e lasci che le parole arrivino. E che tornino, creando sentieri laddove il terreno non è mai battuto.
      Un bacio grande

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    2. spesso i sentieri sono proprio le parole a tracciarli, come le tue, che mi conducono sempre su strade meravigliose da percorrere, esplorare, parole che sono molto evocative... e con lo sguardo, mi consentono altresì di abbracciare panorami magici

      un abbraccio **

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    3. parole con la roncola... Sorrido, ho queste immagini ogni tanto. Sarà che il mondo è una giungla...
      Un abbraccio, albafucens
      e ancora
      passa bei giorni! ***

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  2. Cara Памела,
    questa lettera …… arrivata tanti anni dopo …… come fosse la prima…… mi ha toccato gli occhi…… nell’istante in cui ho letto il suo nome ed ho sentito la sua voce dire "non ci far caso, lasciala stare”
    manca tanto anche a me ……
    Nulla cambia …… e noi saremo sempre le ragazze che se ne stavano sulle scale fuori da aule.....con qualche ruga di vita vissuta in più!

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    1. Cara Симона,
      saremo sempre un numero dispari. Certe voci ancora nell'orecchio, certi abbracci sempre.

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  3. “D.B mi ha domandato che cosa ne pensavo io di tutta questa storia che ho appena finito di raccontarvi. Non ho saputo che accidenti dirgli. Se proprio volete saperlo, non so che cosa ne penso. Mi dispiace di averla raccontata a tanta gente. Io, suppergiù, so soltanto che sento un po’ la mancanza di tutti quelli di cui ho parlato. Perfino del vecchio Stradlater e del vecchio Ackley, per esempio. Credo di sentire la mancanza perfino di quel maledetto Maurice. E’ buffo. Non raccontate mai niente a nessuno, Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti.” Il Giovane Holden (che di aule irriconoscenti qualcosa ne sapeva, e che pur sempre era il libro preferito dalla Longo)

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    1. Sempre di più, col passare degli anni, mi accorgo di essermi persa il lato bello della Longo.
      Finirà che quel libro abbandonato mi tornerà tra le mani, e chissà se stavolta riuscirò a finirlo...

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    2. c'era un lato bello della Longo (forse anche di altri) ma il cielo era troppo invaso perché noi potessimo cogliere certe sfumature... tuoni e lampi hanno dominato quegli anni... che in realtà erano solo un fermo immagine...

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    3. come quelle cartoline postali che poi si tengono dentro storie che mai avresti immaginato...
      I temporali oggi hanno qualcosa di pittoresco... nonostante i tuoni, nonostante i lampi.

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  4. Whois non c'è più.

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    1. Che vuoi dire? Scrivimi nella mail.

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  5. Provo a contattarti su facebook, non riesco via mail.

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    1. Grazie, per le parole che hai avuto. E per quella delicatezza.

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    1. Ti ricordi quella cosa che ti leggo anche se cancelli?
      E' ancora così.

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  8. ..sembra così "commemorativa"... eppure ...sì, eppure..

    un abbraccio forte forte...
    moni.

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    1. Moni... volevo telefonarti, ma non ce l'ho fatta. Non riuscivo a trovare le parole ed ancora adesso... nulla. Non riesco proprio.
      L'abbraccio, come se fossi qui. Forte.

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  9. ..sì, come se fossi qui....
    me l'ha detto Undi... non ci credevo mica... anzi...non ci credo ancora..

    un abbraccio forte forte..
    moni

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  10. L'arte dell'astrazione è importante, io gioco sempre all'astrazione del lotto, infatti.

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    1. Allora ettari ed ettari di astrazione, Baol...

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  11. passavo di qui. come si passa in un giardino pubblico d'inverno, con la neve e le panchine gelate.
    uno come me non corre nella neve vergine, uno come me cerca di lasciare poche tracce.
    ci sono alcuni posti che mi fanno rilassare.
    il tuo è uno scrivere di cui mi fido a pelle.
    di quelli da leggere ad occhi chiusi.

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  12. Un cancello diroccato, piccole stalattiti a malapena accennate, il legno umido delle panchine. C'è un foglietto prigioniero tra i rami di un cespuglio. Il vento lo vorrebbe con se, ma l'arbusto non sembra pensarla alla stessa maniera. Più in là, una statua coperta di muschio ci osserva. Lo libero, ma non lo lascio andare. Apro la carta ripiegata, e leggo: "passavo di qui. come si passa in un giardino pubblico d'inverno, con la neve e le panchine gelate. uno come me non corre nella neve vergine, uno come me..."

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  13. mando avanti, metto in pausa. cerco dettagli, che mi raccontino un posto, che mi raccontino un tempo.
    certi cancelli diroccati dall'inverno e certe panchine ostaggio del gelo io li associo ad un tempo preciso, nella mia vita.
    ma quel che vedo raccontato qui non è un posto mio, come mie non sono le mani inquadrate mentre liberano il foglietto dai rami e lo aprono.
    e le parole che ne escono quelle sì somigliano alle mie, ma non è questa la cosa che colpisce.
    la cosa che colpisce è come ci si possa ritrovare in un gioco di specchi e di inquadrature quasi senza averlo capito prima.
    cose che succedono d'autunno.

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    1. E se poi lo specchio è a muro, scostarlo è un richiamo a cui non si ribella. La mano muove la scena. Gli occhi guardano, a volte vedono.
      Una fantasia bambina.

      Sono le luci e le ombre a raccontare
      in autunno i colori sono caldi.

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    2. ho dovuto aspettare la pioggia per poter continuare.
      che l'autunno fosse davvero tale.
      ho dovuto aspettare che il mondo si adeguasse alle parole.
      e solo adesso la mano bambina che muove la scena diventa mano di donna. mentre la scena cambia i suoi colori e proietta nello specchio occhi curiosi.

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    3. ...esiste un mondo che si adegua alle parole? Quando la pioggia prende coraggio i vetri sembrano le guance del cielo.
      Ciao red

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