12 novembre 2013

Il piano corto del tramonto, questa sera. Si appoggia liquido, dilaniando un arto, sul muro che circonda la terra buona. Stanno buoni anche i cardellini (sono sette oggi!); e così confido al mese senza nome parole nuove del suo rimpasto.
Se fosse, questo livido che appare alla finestra, ancor più ceruleo, potrei raccontarti di alcuni ritrovi di gechi vespertini. Sono ricoveri certi davanzali, letti insperati presi d'assalto e rattoppi per gomiti perennemente sbucciati. Ecco, ora è calda la sera. Gli animali come giorni filanti luccicano d'occhi. Ed io, che li penso lucciole indeterminate, mi accosto al tempo di un notturno offrendo quieta il viso 
all'incanto.