22 aprile 2015

Da Room 237, 
una rubrica a cura di Pamela Proietti e Andrea Schneider.

A sessantacinque anni dalla morte di Edgar Lee Masters (Garnett, 23 agosto 1869 – Melrose, 5 marzo 1950), abbiamo voluto rendergli un piccolo omaggio con il nostro primo pezzo su NiedernGasse.
L’idea è stata quella di dare voce a quattro autori che, a differenza dei personaggi di Spoon River, sono realmente esistiti e sono sepolti nel Cimitero Acattolico di Roma.
Gli autori da noi scelti sono: John Keats, Gregory Corso, Amelia Rosselli, Antonio Gramsci.
I testi, tranne le parti in corsivo, sono frutto della nostra fantasia.
Buona lettura!

Epitaffi d'autore.





I see, and sing, by my own eyes inspir'd.
So let me be thy choir, and make a moan
                 Upon the midnight hours;
Thy voice, thy lute, thy pipe, thy incense sweet
          From swinged censer teeming;
Thy shrine, thy grove, thy oracle, thy heat
           Of pale-mouth'd prophet dreaming.
L'ottavo giorno della Genesi vede il mio tempo come un fiume che nel profondo mi trascina. Sono quel che non sono: l'artefice posto a servire la realtà per renderla esteticamente eterna. Vi parlerò di me, di me in quel mondo in cui mai misi piede. Fui testimone che nulla dissi contro di voi e nel momento in cui scrissi il primo verso diedi testimonianza contro di voi. Non c'è modo di afferrarmi. E vi dirò di quel salto nell'essere, dell'invasione in un altro essere, in un'altra forma dell'essere: insediarsi nella cosa che sarà verso. L'estasi, un annullarsi per divenire altro, e poi intraprendere il viaggio di ritorno. Restituirmi e sapermi poeta. Una poesia è sempre un ritorno.
Mortale, affinché tu possa capire
bene, umanizzo i miei detti al tuo orecchio,
facendo paragoni con terrestri
cose, altrimenti tu faresti meglio
ad ascoltare il vento la cui lingua
è per te vano rumore, benché
carico di leggende esso soffi
tra gli alberi.
Non mi difesi mai dal mondo poiché la verità è un accordo con la sensibilità a discapito della ragione. continua a leggere

2 commenti:

  1. Idea geniale, post fuori misura come tutto il blog del resto. Impossibile commentare, io non ho nulla da aggiungere.

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  2. Grazie Vincenzo! L'Acattolico di Roma è un luogo di forte ispirazione.

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