18 maggio 2015

Per essere felice / senza disturbare

(ti seminavo spuntavano
tanti teresini)
*
ti porto a vedere là a destra e
sinistra della primavera
*
le briciole cadevano dal tavolo le
formiche guardavano in
su dicevano «la neve»...
*
Piovendo, nelle sue sicure braccia l'abbracciava.
E la pioggia?
La pioggia fuori piano pioggerellava.
E dopo?
Dopo non si sa, erano al prima.
*
Lei riempitissima di lontananza senza cercarlo ovunque lo cercava.
*
Post Scriptum
Siamo poeti.
Vogliateci bene da vivi di più
Da morti di meno
Che tanto non lo sapremo.


*****
Quando ho chiuso il tuo libro l'ho lasciato sul davanzale c'è una merla che lo becca e si mangia tutte le tue poesie Vivian se le mangia e poi le rovescia nel nido ai merlini che sono piccoli maghi con alucce pronte a librarsi in volo delle tue pagine ma intanto cinguettano tutte le paroline che la merla si ruba dal tuo libro che quando ho chiuso ho lasciato sul davanzale, Vivian.



12 maggio 2015

una mia recensione su Per Esmé: con amore e squallore,
tratto da Nove racconti di J. D. Salinger.


Nel 1953 J. D. Salinger pubblica il suo secondo libro: Nove racconti. La raccolta si compone di diverse storie nelle quali sono fortemente rintracciabili elementi biografici che hanno caratterizzato l’intera vita dello scrittore delineandone un profilo che lo rese un mito. In particolare una di queste toccò aspetti fondamentali, si tratta di “Per Esmé: con amore e squallore”.
La storia si sviluppa in un racconto dentro al racconto. Esmé è una bambina di 13 anni che il soldato X incontra in una caffetteria dove lei si trova con il fratellino e la governante. Il dialogo tra i due è delicato ma non manca di toccare argomenti scottanti come la guerra. Attraverso la narrazione Salinger fa riferimento al Vedānta (a cui si dedicherà tutta la vita) descrivendo un’esistenza, una morte, una rinascita e utilizzando un koan zen come gioco tra lui ed il fratellino di Esmé. Interessante è anche la seduzione messa in atto da Esmé, che si pone nella storia come una ragazza ben più grande dei suoi 13 anni.
Quando la governante conduce via i bambini, la ragazzina, prima di andare, chiede al soldato di scriverle un racconto che raccolga in sé l’amore e lo squallore; lei gli scriverà delle lettere (se lui è d’accordo) perché “scrivo lettere particolarmente articolate per una persona della mia …” età, parola che Salinger lascia in sospeso, ma che sarà un punto cruciale nelle relazioni che lo scrittore intreccerà nell’arco della sua vita. Una di queste il rapporto con Jean Miller, amicizia importante iniziata quando la Miller aveva 14 anni e Salinger 30, identificata come la musa che ispirerà il personaggio di Esmé in questo racconto e di Sybil in “Un giorno ideale per i pescibanana”.
La prima parte della storia termina con continua a leggere