12 maggio 2015

una mia recensione su Per Esmé: con amore e squallore,
tratto da Nove racconti di J. D. Salinger.


Nel 1953 J. D. Salinger pubblica il suo secondo libro: Nove racconti. La raccolta si compone di diverse storie nelle quali sono fortemente rintracciabili elementi biografici che hanno caratterizzato l’intera vita dello scrittore delineandone un profilo che lo rese un mito. In particolare una di queste toccò aspetti fondamentali, si tratta di “Per Esmé: con amore e squallore”.
La storia si sviluppa in un racconto dentro al racconto. Esmé è una bambina di 13 anni che il soldato X incontra in una caffetteria dove lei si trova con il fratellino e la governante. Il dialogo tra i due è delicato ma non manca di toccare argomenti scottanti come la guerra. Attraverso la narrazione Salinger fa riferimento al Vedānta (a cui si dedicherà tutta la vita) descrivendo un’esistenza, una morte, una rinascita e utilizzando un koan zen come gioco tra lui ed il fratellino di Esmé. Interessante è anche la seduzione messa in atto da Esmé, che si pone nella storia come una ragazza ben più grande dei suoi 13 anni.
Quando la governante conduce via i bambini, la ragazzina, prima di andare, chiede al soldato di scriverle un racconto che raccolga in sé l’amore e lo squallore; lei gli scriverà delle lettere (se lui è d’accordo) perché “scrivo lettere particolarmente articolate per una persona della mia …” età, parola che Salinger lascia in sospeso, ma che sarà un punto cruciale nelle relazioni che lo scrittore intreccerà nell’arco della sua vita. Una di queste il rapporto con Jean Miller, amicizia importante iniziata quando la Miller aveva 14 anni e Salinger 30, identificata come la musa che ispirerà il personaggio di Esmé in questo racconto e di Sybil in “Un giorno ideale per i pescibanana”.
La prima parte della storia termina con continua a leggere 


2 commenti:

  1. Ciao Apepam! Non ricordo di aver letto qualcosa di Salinger-la mia ignoranza è immensa. Un racconto complesso, un autore che vedrò di leggere.

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    1. Caro Paolo, la bellezza di Salinger è che non si esaurisce in un racconto, o in un romanzo, ma agisce come se la trama passasse in secondo piano perché lui è lì a dirti tanto, tanto di più. Se ti capita di leggere della famiglia Glass, lasciami un tuo pensiero. Tra le storie di Salinger che più amo ci sono loro, i Glass :-)

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