18 novembre 2015

I

Donarti la giornata mancata, le imperfezioni
del caso le simmetrie il disordine l'amalgama
i minuti cresciuti imboccandoli, more
e bacche rosse.

Tenerti, il posto caldo, una coperta
per gli occhi stanchi e stringere
l'angolo chiuso aspettare
timida, dietro un timido sorriso.

L'inverno è malia in questo vetro
freddo sulla mano il silenzio
delle ore vorrei la voce, invece
ho la testa poggiata sul lato sinistro

delle tue fantasie.


II

Resta stretta la stagione
fieri campi d'asfalto
la noncuranza sacrificata
alla cenere delle ore.

Si muove storta, lei
disconosce l'età dei giorni —
l'animale lento che grava
nella febbrile sostanza, vive.

L'inverno si pone, la buccia
è lume bianco di neve:
lo cerca lo cerca lo cerca!
Se cade

si trafigge col suo sguardo.

2 commenti:

  1. ...e come se sentissi dire, con la voce la lentezza e la pienezza di ogni parola...

    ..le stagioni ci piangono nella carne, tu che sai raccontarlo, riesci a farne sorridere la storia.

    un abbraccio grande..
    m.

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    Risposte
    1. Monica, vorrei imparare il volo
      invece cado sempre dal nido.
      T'abbraccio amica mia*

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