23 gennaio 2016

Dalla rivista Metropolis Zero
Mind the Gap, una rubrica a cura di Pamela Proietti:

Who is Vivian Maier? 






Chi è Vivian Maier è la domanda che molti di voi avranno sentito o proferito da quando il nome di questo misterioso personaggio ha fatto capolino nelle gallerie insieme a volti più noti della Fotografia. I più fortunati avranno avuto anche la possibilità di ammirare i suoi scatti, a Milano, in una mostra presso la galleria Forma Meravigli (fino al 31 Gennaio 2016). Ma chi era questa donna che si è trasformata in un caso che accende ancora il dibattito su cosa sia o non sia arte nella Street Photography? Jonh Maloof, figlio di un rigattiere, fa luce su questo mistero...  continua a leggere

12 gennaio 2016

Non hanno scelto il luogo. Si trovano in quel posto senza una collocazione. Non sono collocati. La donna è seduta sul bordo dei sassi. Le ginocchia piegate sul vuoto, i piedi dondolano per prendere coscienza dell'abisso. L'uomo è in piedi. Resta a distanza.
Il luogo potrebbe essere un punto d'incontro, una stazione sulla scogliera. E in effetti lo è: c'è gente che scambia convenevoli, che fa tutte quelle cose chiamate sociali. L'uomo lo sa. Sa come potrebbe essere; sa come è. La donna non lo sa, forse lo intuisce.
Quando il giorno è pieno l'uomo si avvicina. Si ferma, in piedi, dietro di lei. Le parla. La donna vorrebbe poggiare la schiena sulle gambe di lui ma un leggero timore la sfila via dal pensiero. Resta in silenzio. Lui la guarda. I respiri sono diversi. Lei se ne accorge e pensa al mare, alle onde che s'infrangono sotto i suoi piedi, agli occhi di lui sulle sue spalle. L'uomo parla di nuovo ma non dice nulla. Allora lei si china leggermente su se stessa, si solleva.
Si volta e sono uno di fronte all'altra. La misura dello spazio che li divide è pari al momento in cui si sentono a loro agio. Lei gli mette una mano sulla bocca. Le labbra di lui sulle dita di lei sono calde. Si conoscono? Glielo chiede ma lui non ha risposte. Non può averne perché non è un uomo frivolo. La donna lo sa e anche per questo resta.  



2 gennaio 2016

Vuole essere un canto
di braccia strette alla vita
un frammento impalpabile, tenuta
solo per
sapere che è viva
che esiste.

Non ci sono più sogni
a Roma le strade hanno preso
il posto dei vicoli
tutto è
talmente perfetto da cogliere
l'ingrata natura dell'uomo.

Vuole nascere ancora
e ancora spezzarsi, come pane
essere briciola
seminata dalla mano nutrire
un pettirosso, lui che ha fatto nido
sull'albero delle arance.

*

Forse semplicemente voleva,
un bacio, quel linguaggio primitivo
estinto.