12 gennaio 2016

Non hanno scelto il luogo. Si trovano in quel posto senza una collocazione. Non sono collocati. La donna è seduta sul bordo dei sassi. Le ginocchia piegate sul vuoto, i piedi dondolano per prendere coscienza dell'abisso. L'uomo è in piedi. Resta a distanza.
Il luogo potrebbe essere un punto d'incontro, una stazione sulla scogliera. E in effetti lo è: c'è gente che scambia convenevoli, che fa tutte quelle cose chiamate sociali. L'uomo lo sa. Sa come potrebbe essere; sa come è. La donna non lo sa, forse lo intuisce.
Quando il giorno è pieno l'uomo si avvicina. Si ferma, in piedi, dietro di lei. Le parla. La donna vorrebbe poggiare la schiena sulle gambe di lui ma un leggero timore la sfila via dal pensiero. Resta in silenzio. Lui la guarda. I respiri sono diversi. Lei se ne accorge e pensa al mare, alle onde che s'infrangono sotto i suoi piedi, agli occhi di lui sulle sue spalle. L'uomo parla di nuovo ma non dice nulla. Allora lei si china leggermente su se stessa, si solleva.
Si volta e sono uno di fronte all'altra. La misura dello spazio che li divide è pari al momento in cui si sentono a loro agio. Lei gli mette una mano sulla bocca. Le labbra di lui sulle dita di lei sono calde. Si conoscono? Glielo chiede ma lui non ha risposte. Non può averne perché non è un uomo frivolo. La donna lo sa e anche per questo resta.  



11 commenti:

  1. verrebbe davvero voglia di vedere la storia in campo aperto, anche lungo. ciao ape :-)

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    1. è una voglia che condivido, ciao NoRupies*

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  2. È bellissimo. Alla fine lui l'abbraccia?
    Ciao :-) Lina

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    1. Sta sulla scena
      senza alcuno strumento.

      Appoggia le mani sul petto,
      là dove nasce il respiro
      e dove si spegne.

      Non sono le mani a cantare
      e nemmeno il petto.

      Canta ciò che tace.

      (A. Zagajewski)

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    2. Non si abbracciano...
      Si scrivono... ;)

      "Questa vita che ti tiene assente
      legato ad appartenenze che non hanno poesia.

      giochi nella mente ti riportano
      nelle stanze senza cielo, ma piene
      di un interminabile infinito."

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    3. Se la vita è un fiume
      l'acqua è la meraviglia che non
      si può fermare. Il bene
      il suo mistero, la via che percorre
      quando bevi.

      Poi c'è il nostro oro che giace
      nel fondo, sono pietre
      raccolte nelle tasche del vestito.
      Sapevi tu che l'infinito è nel cuore
      dell'uomo non la mente?

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  3. E' l'infinito cuore?

    Quello delle cui tasche
    sono le mani ad affondare...

    Cercano memoria e pietre,
    ancora umide dell'acqua
    di un fiume che è immagine
    che s'attarda nelle pagine

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    1. https://www.youtube.com/watch?v=eJ-z0_KruSU

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