22 febbraio 2016

Sono le ombre a dare 
cenere alla notte 
un riflesso lunare addolcito
il sonno. Tre corde vibrano 
e sono un canto 
di ossa, pensieri e geometrie
infusi. Quando nacque l'animale
con le squame d'argento vedemmo
le forme fragili e l'intenso chiodo
del battito, la fiera non sapeva
e le antenne erano lapidi
sulla terra spegneva verità —
l'orgia di clamore.


Allora tu 
mi prendevi a cavallo 
del bianco unicorno, negli occhi
avevi topazi e sconfitte
non ti accecavano lo sguardo, io 
ero pervinca.





14 febbraio 2016



* qui c'è un'immagine *



Vedere è la nostalgia
dove mi porti
un campo di coralli
nuotare tra le attinie
e non saperti
misurare
sulle mani, tu
hai un cuore arlecchino.