22 febbraio 2016

Sono le ombre a dare 
cenere alla notte 
un riflesso lunare addolcito
il sonno. Tre corde vibrano 
e sono un canto 
di ossa, pensieri e geometrie
infusi. Quando nacque l'animale
con le squame d'argento vedemmo
le forme fragili e l'intenso chiodo
del battito, la fiera non sapeva
e le antenne erano lapidi
sulla terra spegneva verità —
l'orgia di clamore.


Allora tu 
mi prendevi a cavallo 
del bianco unicorno, negli occhi
avevi topazi e sconfitte
non ti accecavano lo sguardo, io 
ero pervinca.





4 commenti:

  1. Questa è veramente meravigliosa...
    Silenzio complimentoso...

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    1. :-) ...
      sto cercando una dimora nell'interruzione
      dove la parola si spezza.

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  2. Potrebbe intitolarsi: infusi ...
    molto bella anche la scultura

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    1. Sì, Carla. Potrebbe essere proprio quello il titolo.
      La scultura è di Filippo Bentivegna.

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