16 maggio 2016

Dalla rivista Metropolis Zero

Il paziente crede di essere, di Marco Giovenale.

Recensione a cura di Pamela Proietti.




Si è tenuta in questi giorni a Roma la presentazione del libro Il paziente crede di essere di Marco Giovenale, una raccolta di prose brevi che l’autore ha voluto riunire in un volume unico dato alle stampe per i tipi di Gorilla Sapiens Edizioni.

Il libro si compone di tre parti: Sequenza, Differenze, Ultima. I testi sono stati raccolti in ordine cronologico, partendo dalle prose che l’autore ha scritto negli anni ’90, passando per il materiale utilizzato per il progetto Prosa in Prosa, fino ad arrivare ai lavori degli ultimi anni. 
Un viaggio nella scrittura di Giovenale che sin dalla prima pagina, mette il lettore di fronte a ciò che lo attende affidando l’ouverture a un pezzo collocato al di fuori delle suddette divisioni, misteriosamente in corsivo, il cui titolo è racchiuso tra due parentesi quadre: Init. 


Entrando nel vivo delle prose emerge l’elemento che sarà il leitmotiv del libro: l’autore spinge le storie all'estremo, fino al paradosso e, attuando un ribaltamento della visione, mostra come il paradosso sia – in realtà – la realtà stessa. La scrittura sembra cedere il passo alla comicità ma è una comicità che non si perfeziona perché di fatto porta ad altra scrittura. Cosa accade? continua a leggere



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