25 marzo 2017

Saremmo stati la primavera incompiuta
noi bianche stanze colme di verbi
intransitivi al ritmo
de le vite da smerciare. Finestre chiuse
e vetri sempre accesi, il sole
cadeva dentro
come parte buona da considerare, dicevi:
"hai tagliato i capelli." Io non avevo
conversazioni da opporre,
i tagli altrove, una vita che hanno riferito
essere, senza scopo.

Non so più il vuoto, o forse è mentire
allo strappo di una ferita,
mia madre infila perle
negli occhi, l'astrazione incurabile
dolore. Saremmo stati l'inverno del nostro
cielo noi
nell'amore che sei
non so raccontarti.

3 commenti:

  1. Non possono esserci parole,
    o altri versi...
    rimano di bellezza
    queste frasi...
    come poesie che cerco,
    e che restano invisibili
    a questa vita,
    mia solo nell'apparente
    perfetta forma...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. http://49.media.tumblr.com/ef2d2e9197336fbef9619990a69718f3/tumblr_o3pr8iLJD91tdxtc7o1_500.gif

      Elimina
  2. Riusciremo a perderci in poesia,
    a lasciarci trascinare in lei
    perdendo la nostra vita
    per poter vivere autenticamente?
    Dobbiamo smettere di essere,
    per avere una vita in rima...

    Ma prestami aiuto,
    che mi sfugge lungo le dita,
    l'ultima capacità di scolpire
    parole nella bellezza...

    RispondiElimina