6 agosto 2018


Caro Mr. Drape,

sono ancora viva. Ancora. Sento il sangue bruciare e il respiro tornare, lentamente, a muoversi: su e giù, su e giù, su… e giù. Sono passati due anni. 
Le donne di questo luogo mi prendono tra le braccia, stringono e tutto l’amore di madre che le anima colma il tempo mio andato. A loro mi do tutt'intera, indifesa e fragile. A loro concedo la speranza di giorni migliori. 

Forse è per questo che sempre torno alla scogliera, al suo silenzio grande, alla terra rossa. Guardo da una sponda lontana e ascolto cosa si prova a vivere con quello che di me è rimasto e quello che non c’era e ora è. 
L’esistenza è semplice, qui, un ritorno alle origini che non sono le mie, e di cui sono parte in qualche modo a me sconosciuto. 

Le piacerebbe questo luogo, meine liebe, lo so, lo sento come se fossi accanto a me, ora, in questo momento, e lo dicessi tu stesso: perché assomiglia ai nostri. 
Sono passata dal lei al tu, sì. Perdo colpi nella struttura del testo, ma non lascio che le parole restino indietro. Le voglio tutte in prima linea. Esposte. Come un bacio. 
A volte ho paura di dimenticare la tua voce.

Sempre sua, P.

28 luglio 2018

a F.
per tutto il bene



Forse non sai che la notte ti porto
il pensiero alla voce
- lontana
- ti parlo
del bianco di neve infinita i riflessi
ricordo, ricordi, il sole nel pozzo.

*
Quante ancora
cicale canteranno
l'estate
- dove?
impara l'estranea,
di nuovo, se stessa.

*
Rilke diceva:
così viviamo per dir sempre addio.

*
Io continuo
a dirti ciao.

27 maggio 2018

Questo è un blocco che si autodistruggerà non appena sarà insostenibile anche scrivere e leggere la paura che sono diventata.
La mia amica diceva che, quando arriva il momento in cui non si trova più una parola con cui controbattere, quello è il momento in cui resti sola. Come quel frammento di Bartleby, in cui Melville scriveva che è così vero, è così terribile, che, sino a un certo punto, il pensiero e lo spettacolo della miseria suscitano le nostre più nobili emozioni, ma in certi casi, oltre un certo punto, non più. Errano coloro che asseriscono che, invariabilmente, questo mutamento è dovuto all'inerente egoismo del cuore umano. Deriva piuttosto da un certo senso di impotenza di fronte a un male eccessivo e radicale. Per un essere sensibile la pietà non di rado è sofferenza. Quando si scopre infine che questa pietà non può risolversi in aiuto efficace, il buon senso impone all'anima di liberarsene.

La mia amica non c’è più e oggi manca
come non fosse passato
il giorno dalla sua mancanza. La sua
voce sola, come è solo il tempo ultimo
della vita che ha vissuto.

Questo è un blocco che si autodistruggerà e io non so più come reggere questa morte che avanza lasciando la mia casa sempre più vuota.