23 ottobre 2018

Paul, caro Paul,
ho nostalgia di te e della nostra fiaba.




L’indomani venne il sole e ancora
dell’inverno solo scrisse la venuta
su i visi in sogno
per dirci: guarda,
c’è la neve.

*

Il bianco è un silenzio
che protegge
e rende tutto
fermo.

*

Non lasciare che Novembre mi trovi,
tienimi!
come un bucaneve tra le pietre.




2 settembre 2018

Siamo insieme nel silenzio del tempo doppio
senza toccarci. Io non ho che questo nome dato
mente-corpo-mondo e un’ora aperta al vuoto
come fosse l’ora ella la strada e l’indicazione.

Tenaci costammo
un penny e qualche pensiero.

Dove si può aspettare quel dove ove ti aspetto? Mia musa,
quanti volti mostri questa sera! Vorrei baciarli tutti e cadere
come l’enjambement. Perché spezzarsi è un verso / limite
che mi supera
inarcando-si-

29 agosto 2018

Chiudo il libro quando gli occhi cominciano a cedere e una nebbia leggera invade la mente. Dormo così. Un modo per evitare l’insonnia. Se salto il rito serale gli occhi restano sbarrati, la mente lavora frenetica, e il peso del reale opprime togliendo il sonno e quelle poche forze coltivate duramente. Non dormo subito. A volte, dopo aver chiuso il libro, penso alle persone lontane. Alcune non le ho mai incontrate. Immagino i loro volti, i loro modi. Immagino la relazione che abbiamo guardandola nella sua astrazione. Uomini e donne a cui voglio bene. Un bene che non è inferiore all'amore. Un bene diverso dal bene che si pensa, dal bene che si fa. 

*

Gli occhi sono tornati sull'orologio. Mancano tre minuti. Non so nemmeno se smettere di scrivere ora o tergiversare. Versare, mi piacerebbe versare. Respiro profondamente. Due minuti. Penso di nuovo alle persone lontane. Una mi manca molto in questi giorni. Passeggiamo insieme nella mia memoria. Un’altra è sempre nei miei pensieri; ha una vita difficile; è fragile e sola.

*

La notte è fatta per i romanzi.

6 agosto 2018


Caro Mr. Drape,

sono ancora viva. Ancora. Sento il sangue bruciare e il respiro tornare, lentamente, a muoversi: su e giù, su e giù, su… e giù. Sono passati due anni. 
Le donne di questo luogo mi prendono tra le braccia, stringono e tutto l’amore di madre che le anima colma il tempo mio andato. A loro mi do tutt'intera, indifesa e fragile. A loro concedo la speranza di giorni migliori. 

Forse è per questo che sempre torno alla scogliera, al suo silenzio grande, alla terra rossa. Guardo da una sponda lontana e ascolto cosa si prova a vivere con quello che di me è rimasto e quello che non c’era e ora è. 
L’esistenza è semplice, qui, un ritorno alle origini che non sono le mie, e di cui sono parte in qualche modo a me sconosciuto. 

Le piacerebbe questo luogo, meine liebe, lo so, lo sento come se fossi accanto a me, ora, in questo momento, e lo dicessi tu stesso: perché assomiglia ai nostri. 
Sono passata dal lei al tu, sì. Perdo colpi nella struttura del testo, ma non lascio che le parole restino indietro. Le voglio tutte in prima linea. Esposte. Come un bacio. 
A volte ho paura di dimenticare la tua voce.

Sempre sua, P.

28 luglio 2018

a F.
per tutto il bene



Forse non sai che la notte ti porto
il pensiero alla voce
- lontana
- ti parlo
del bianco di neve infinita i riflessi
ricordo, ricordi, il sole nel pozzo.

*
Quante ancora
cicale canteranno
l'estate
- dove?
impara l'estranea,
di nuovo, se stessa.

*
Rilke diceva:
così viviamo per dir sempre addio.

*
Io continuo
a dirti ciao.

27 maggio 2018

Questo è un blocco che si autodistruggerà non appena sarà insostenibile anche scrivere e leggere la paura che sono diventata.
La mia amica diceva che, quando arriva il momento in cui non si trova più una parola con cui controbattere, quello è il momento in cui resti sola. Come quel frammento di Bartleby, in cui Melville scriveva che è così vero, è così terribile, che, sino a un certo punto, il pensiero e lo spettacolo della miseria suscitano le nostre più nobili emozioni, ma in certi casi, oltre un certo punto, non più. Errano coloro che asseriscono che, invariabilmente, questo mutamento è dovuto all'inerente egoismo del cuore umano. Deriva piuttosto da un certo senso di impotenza di fronte a un male eccessivo e radicale. Per un essere sensibile la pietà non di rado è sofferenza. Quando si scopre infine che questa pietà non può risolversi in aiuto efficace, il buon senso impone all'anima di liberarsene.

La mia amica non c’è più e oggi manca
come non fosse passato
il giorno dalla sua mancanza. La sua
voce sola, come è solo il tempo ultimo
della vita che ha vissuto.

Questo è un blocco che si autodistruggerà e io non so più come reggere questa morte che avanza lasciando la mia casa sempre più vuota.