27 maggio 2018

Questo è un blocco che si autodistruggerà non appena sarà insostenibile anche scrivere e leggere la paura che sono diventata.
La mia amica diceva che, quando arriva il momento in cui non si trova più una parola con cui controbattere, quello è il momento in cui resti sola. Come quel frammento di Bartleby, in cui Melville scriveva che è così vero, è così terribile, che, sino a un certo punto, il pensiero e lo spettacolo della miseria suscitano le nostre più nobili emozioni, ma in certi casi, oltre un certo punto, non più. Errano coloro che asseriscono che, invariabilmente, questo mutamento è dovuto all'inerente egoismo del cuore umano. Deriva piuttosto da un certo senso di impotenza di fronte a un male eccessivo e radicale. Per un essere sensibile la pietà non di rado è sofferenza. Quando si scopre infine che questa pietà non può risolversi in aiuto efficace, il buon senso impone all'anima di liberarsene.

La mia amica non c’è più e oggi manca
come non fosse passato
il giorno dalla sua mancanza. La sua
voce sola, come è solo il tempo ultimo
della vita che ha vissuto.

Questo è un blocco che si autodistruggerà e io non so più come reggere questa morte che avanza lasciando la mia casa sempre più vuota.

3 commenti:

  1. Che questo blocco sia nuovo abbraccio
    altre parole avvolgano il dolore.
    Perché la bellezza dei tuoi silenzi
    sia ferita ma mai scomparsa...

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  2. Vorrei avere i tuoi occhi di sole
    che disegnano ombre come origami -
    un ponte infinito.

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  3. Luce in questi occhi
    è dono del tuo sguardo,
    lo dimostra l'eventuale assenza
    della tua poesia,
    ché a restarmi sarebbe solo miseria.

    Il racconto del tuo sentire
    è guida in questa strada
    che perdo come bambino abbandonato.

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