29 agosto 2018

Chiudo il libro quando gli occhi cominciano a cedere e una nebbia leggera invade la mente. Dormo così. Un modo per evitare l’insonnia. Se salto il rito serale gli occhi restano sbarrati, la mente lavora frenetica, e il peso del reale opprime togliendo il sonno e quelle poche forze coltivate duramente. Non dormo subito. A volte, dopo aver chiuso il libro, penso alle persone lontane. Alcune non le ho mai incontrate. Immagino i loro volti, i loro modi. Immagino la relazione che abbiamo guardandola nella sua astrazione. Uomini e donne a cui voglio bene. Un bene che non è inferiore all'amore. Un bene diverso dal bene che si pensa, dal bene che si fa. 

*

Gli occhi sono tornati sull'orologio. Mancano tre minuti. Non so nemmeno se smettere di scrivere ora o tergiversare. Versare, mi piacerebbe versare. Respiro profondamente. Due minuti. Penso di nuovo alle persone lontane. Una mi manca molto in questi giorni. Passeggiamo insieme nella mia memoria. Un’altra è sempre nei miei pensieri; ha una vita difficile; è fragile e sola.

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La notte è fatta per i romanzi.

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