10 marzo 2021

Marzo è una poesia che dovremmo scrivere



Torna indietro, dice. Stai qui. Puoi restare
qui, lo senti il sole che scalda le guance?


Se ti sdraiassi con me sul prato sentiremmo l’odore del rosmarino. Aghi verdi lucidi raccoglierebbero il nostro respiro e gli occhi socchiusi avrebbero il cielo intero in cui perdersi. Che silenzio. Riesci a sentirlo? È meraviglioso.


***

Giorno 10.

La morte è una compagna fedele.
Ascolta, e tienila accanto.


Sto cercando di rimanere nella voce di Emily Dickinson. Mentre leggo, quando penso, quando sono in cucina e, soprattutto, quando mi prendo cura dei fiori. È come se una strada laterale accogliesse i miei pensieri, lasciando il sentiero battuto abbandonato a se stesso. Se fossi dentro un cuore arriverebbe il suo calore a me?





7 febbraio 2021

Scrivo poesie

Cosa non si poté fare, cosa
non si volle per un troppo bianco
deciso d’essere (essere?) in fine?

Ho scritto lettere inutili e ero la bambina
ieri in un fermo immagine mondiale
ascoltavo, sognavo, versavo. Dis-perdevo

disperanti stelle in un cielo livido
di fiori di carta di ieri e ieri
finsero la vita anche i gatti e la pioggia

era acqua. Se ci si rassegna al nulla,
ecco il tempo / misura della distanza
coltivata in stabili cordialità, mi perdi.




28 gennaio 2021

Gennaio, appunti per un diario.

La ragazza scrive: chi prova amore non teme la morte. Una serie di contributi esalta la sua affermazione creando una specie di rumore che vorrebbe dire tutto il bello della bellezza che è, ma non dice nulla. 
Io temo la morte quindi non provo amore. 
Alle 4,53 raggiungo un punto di veglia panica: mi rendo conto che non saprai di me le cose semplici, il bene. Mi rattristo del pensiero senza accertarmi della sua verità. Mi attengo ai fatti. Capisco che fermarsi è abbandonare le parole. 


6 km. La prima passeggiata senza Zèfiro è un contenitore di verde, blu, spazio, e una forma di attenzione che produco senza che ci sia un destinatario a beneficiarne. Un uomo cammina scalzo lontano dalla riva. La tramontana schiaccia il mare e le onde si allungano in forma orizzontale costringendomi a misurare continuamente il passo. I pescatori osservano guardinghi le canne piantate nella sabbia. I secchi accanto alle sedioline sono vuoti. È il primo giorno di scaduta, ma è troppo presto e i pesci non si fidano. La fiducia sembra essere una grana anche sott’acqua. 


Il bicchiere è caduto nel lavello frantumandosi in pochi pezzi. Faccio scorrere l’acqua per mandare via il sapone e controllo le mani. Ispeziono attentamente le dita e anche i polsi. Solo dopo alcuni minuti mi accorgo che sul fondo dell’altro bicchiere si è formato un nodo, probabilmente il punto in cui è collassato il vetro, che assomiglia a una piccola rosa. Ci passo il dito e sento il rilievo dei petali. La crepa è solo all’esterno. Continuo a toccarla anche a distanza di ore. Ogni volta che prendo in mano il bicchiere il dito strofina delicatamente il nodo. La crepa è solo all’esterno, mi ripeto, e il cuore trova conforto.

7 gennaio 2021

Appunti per una sofferenza acquisita

Come quella fermata d'autobus 
deserta dove stai a guardare i segnali 
e non lo sai 
che da lì non ci passa più nessuno 
da un pezzo.

Fermarsi è anche questo scoprirsi
i desideri. Cosa desideri? E io? E tu?

Tra le macerie di un'attesa accorgersi:

non hai riso con me, non hai pianto 
con me, non hai desiderato 
con me, non. Alla fine non 
sei più venuto, chissà 
se te ne sei accorto.

5 dicembre 2020

Canta che ti passa



Scirocco. Nel luogo dimenticato le raffiche di vento hanno il sapore del sale, anche se resti in casa. È peggio l'illusione o la disillusione, mi chiede un uomo che ammucchia sacchi di sabbia lontano dalla riva. È per frenare l'acqua quando sarà tempesta, aggiunge. Mi volto sorpresa e lui sorride. Le raffiche ci spingono nella stessa direzione.